IL TERRITORIO

La terza macro-area pone in relazione l’uomo e l’ambiente in cui esso vive con lo scopo di riprogettare il territorio, tanto lo spazio costruito quanto quello naturale, in maniera autosostenibile, sulla base di regole che garantiscano l’equilibrio tra i suddetti luoghi, tutelandoli e valorizzandoli.

LA TERZA AREA

6.0 – NUOVA PIANIFICAZIONE URBANISTICO-TERRITORIALE

Introduzione di nuovi strumenti urbanistici locali per prevenire e mitigare i rischi causati da catastrofi naturali e dare un nuovo assetto allo spazio urbano, recuperando il centro storico, rigenerando le aree residenziali e periferiche, migliorando l’accesso allo spazio naturale, aprendo la strada a nuove imprenditorie locali per nuove opportunità lavorative. Creare una rete di infrastrutture per nuove e diverse forme di mobilità, prediligendo forme di trasporto più compatibili con l’ambiente.

6.1 Piano Strategico comunale

Un documento programmatico strategico e dinamico per ridurre il consumo di suolo agricolo1 e favorire la rigenerazioni dei tessuti urbanizzati, per uno sviluppo autosostenibile e solidale del nostro territorio nel lungo periodo, attraverso un processo fondato sul coinvolgimento e la partecipazione di tutti gli attori che vivono il territorio: cittadini, professionisti, amministratori, imprese e associazioni.

E’ una forma innovativa di pianificazione territoriale in continuità con il Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia, per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini e aumentare la resilienza delle comunità ginosine, con un progetto locale che si estende dallo spazio urbanizzato passa allo spazio rurale, alla murgia al mare e reinterpreta le vocazioni del territorio, in una nuova prospettiva, i saperi e le competenze di una collettività che solo negli ultimi tempi ha smesso di dialogare con il suo territorio.

L’obiettivo di rigenerare l’intera area urbana esistente di Ginosa e Marina di Ginosa, per dare nuova vita e un impulso all’economia locale è necessario avviare uno studio sui tessuti urbani esistenti e recuperare il centro storico.

6.1.1 Piano Urbanistico Generale (P.U.G.)

La realizzazione di uno strumento urbanistico per la regolamentazione delle trasformazioni urbane future, in funzione dei veri fabbisogni umani, ambientali, residenziali, produttivi e di messa in sicurezza del territorio, in considerazione dei cambiamenti climatici e dell’indipendenza da fonti non rinnovabili. La previsione di un aumento qualitativo dell’urbanizzato non prima di aver effettuato un’analisi quantitativa e qualitativa (strutturale, energetica, ecc.) del patrimonio immobiliare pubblico e privato.

6.1.2 Piano di recupero del centro storico (P.C.R.S.)

Un piano programma che ha come obiettivo il recupero del centro storico, partendo dalla individuazione delle zone di recupero e la conoscenza quantitativa e qualitativa del patrimonio immobiliare sia pubblico che privato e degli ipogei presenti, al fine di predisporre degli strumenti e regole certe indirizzati alla attuazione tecnica per la tutela e la conservazione del patrimonio storico architettonico. Il fine è la predisposizione di una matrice dinamica che sia di riferimento per la programmazione degli usi, dei progetti e politiche del centro storico, integrato all’interno di una più ampia pianificazione urbanistica-territoriale. Il recupero del centro storico passa quindi attraverso 4 fasi.

TUTELA: prosecuzione delle indagini del CNR con una mappatura completa del centro storico e della gravina circostante; preparazione di un progetto completo di messa in sicurezza dell’intera area, comprendente grotte e abitazioni; ampliamento del centro storico a Santa Sofia, Santa Barbara, San Leonardo e il Casale.

VALORIZZAZIONE E FRUIZIONE: censimento degli abitati in grotta e in muratura con uno “storico” della sua destinazione d’uso, per meglio individuare una sua attuale destinazione per una fruizione monumentale e imprenditoriale; creazione di un parco rupestre che vada dall’Oscurusciuto a Cavese includendo gli abitati rupestri. Creazione di uno “sportello Beni Culturali” con finalità di orientamento per progetti, finanziamenti e incentivi e reperimento di fondi.

FORMAZIONE: creazione di saperi professionistici e artigianali relativamente al restauro di case in tufo, grotte e muretti per una ricaduta professionale in loco; creazione di un “opificio delle gravine” per le attività di ristrutturazione e di un gruppo di restauro artistico delle pitture rupestri.

SINERGIE: collaborazione con enti locali (comuni, Regione), accademici (università, accademia di Belle arti), comunità (associazioni), Stato, Comunità Europea per una partecipazione attiva finalizzata al coordinamento e all’attuazione dei progetti. Creazione di un Assessorato ai Beni Culturali e Territorio.

6.1.3 Piano Comunale delle Coste (PCC)

È una pianificazione della costa, in ottemperanza alla normativa regionale, per una gestione integrata delle concessioni d’uso del demanio marittimo al fine di garantire il corretto equilibrio fra la custodia della bio-diversità, nonché una più ampia tutela paesaggistica e ambientale, e il controllo e monitoraggio delle attività balneari, per uno concreto e pianificato sviluppo socio economico del territorio. E’ quindi, una programmazione degli usi della costa, che in un’ottica di tutela ambientale, garantisce: piena fruibilità al patrimonio costiero e la sicurezza degli utenti ed una diversificazione degli usi, con strutture turistiche in grado di erogare servizi e assistenza di ottimo livello anche ai fruitori dei tratti di spiaggia libera, che al tempo stesso assicurare opportuno riguardo al decoro, alla pulizia ed alla sicurezza in spiaggia e in acqua.

6.1.4 Piano del verde

Censimento del patrimonio arboreo e arbustivo esistenze la realizzazione di un piano per l’implementazione e la gestione futura del verde urbano ed extra-urbano all’interno degli abitati di Ginosa e Marina di Ginosa, per aumentare il decoro urbano, l’abbassamento delle temperature nelle stagioni estive, la mitigazione del rischio idrogeologico. Uno strumento utile per cercare di pianificare in modo più armonioso le scelte sul territorio e integrarle all’interno degli strumenti di pianificazione.

6.1.5 Traffico e mobilità sostenibile

Revisione del traffico urbano e realizzazione del piano urbano della mobilità sostenibile per disincentivare l’utilizzo delle automobili private, attraverso la realizzazione di zone a traffico limitato sia a Ginosa che a Marina di Ginosa (nei periodi estivi), la promozione e del trasporto pubblico, la conversione del parco auto comunale con auto elettriche o ad idrogeno, l’utilizzo delle auto condivise, la realizzazione di una rete ciclabile urbana integrata nelle rete regionali e nazionali.

6.2 Recupero aree degradate

Riqualificare le zone soggette a degrado al fine di stimolare la partecipazione della comunità e di comprimere le situazioni di esclusione culturale. Laddove c’è vita, ordine e pulizia, è più difficile che si formino sacche di degrado e delinquenza.

L’intento pedagogico e non solo come ammortizzatore sociale di alcune opere spettacolari all’interno delle aree di degrado sociale, possono fornire risultati esaltanti particolarmente valorizzando risorse autoctone.

6.3 Gestione delle risorse idriche

Promozione dell’uso di acqua potabile comunale attraverso:

  • Acqua pubblica certificata attraverso la pubblicazione periodica delle analisi chimiche e microbiologiche delle stesse sul sito istituzionale del Comune di Ginosa, al fine di migliorare le qualità organolettiche dell’acqua così come sgorga dalle fontane pubbliche;

  • Diffusione delle fontanelle pubbliche, in particolare nelle aree a grande frequentazione pedonale con pubblicazione di una mappa aggiornata sul portale comunale, supportata da indicazioni stradali ed informatiche;

  • Progettazione di un sistema di raccolta delle acque meteoriche convogliante le stesse in un impianto di fitodepurazione.

7.0 – RIFIUTI ZERO

Il rifiuto è una risorsa e come tale deve essere percepito dal cittadino; questo può concretizzarsi solo se il singolo viene incentivato, anche economicamente, alla differenziazione. Compete all’amministrazione “accompagnare” il cittadino alla corretta differenziazione dei rifiuti domestici. L’obiettivo è quindi: più differenzi, meno paghi. Con piccole modifiche, quello che ora ci sembra un rifiuto o un oggetto ormai inutile, può sia diventare una risorsa utile ancora per molto tempo sia un bisogno per altri.

7.1 Obiettivo rifiuti Zero

Attuazione a livello locale della strategia “Rifiuti Zero” attraverso la:

Separazione alla fonte: azione strettamente connessa all’organizzazione della raccolta differenziata,
la cui gestione non è solo un fatto tecnologico, ma prima di tutto organizzativo, che deve prevedere il coinvolgimento diretto della comunità dei cittadini, chiamati a modificare le proprie abitudini al fine di collaborare in modo attivo e responsabile per garantire la sostenibilità di tutto il sistema.

Raccolta porta a porta: l’unico sistema di raccolta della differenziata realmente in grado di assicurare
un’ottima separazione sia qualitativa che quantitativa delle frazioni differenziate.

Compostaggio: pratica virtuosa che assicura la riduzione del rifiuto organico alla fonte, invece di far gravare inutilmente l’organico sul trasporto dei rifiuti e sulle discariche, trasformandolo in humus da
restituire al terreno.

Riciclaggio: attraverso la realizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero
dei materiali al fine di reinserirli nella filiera produttiva.

Riduzione dei rifiuti: implementazione di buone pratiche che vanno dal compostaggio al vuoto a
rendere, dalla riduzione dello spreco alimentare all’utilizzo di pannolini lavabili.

Riuso e riparazione: realizzazione di centri per la riparazione e il riuso in cui beni durevoli vengono
riparati, riutilizzati, scambiati o venduti.

Tariffazione puntuale: sistema di tariffazione che fa pagare l’utenza sulla base della produzione
effettiva di rifiuti e della quantità e qualità del rifiuto conferito, garantendo equità e responsabilizzazione; si premia il comportamento virtuoso dei cittadini e si incoraggiano acquisti più consapevoli.

Recupero dei rifiuti: è fondamentale favorire il massimo recupero e la massima selezione del rifiuto residuale, per evitare il conferimento di rifiuti tossici in discarica e stabilizzare la frazione organica residua.

Ricerca e riprogettazione: si incentivano le aziende impegnate nella riprogettazione industriale oggetti non riciclabili sulla base del principio della responsabilità estesa del produttore.

Azzeramento del rifiuto: solo l’implementazione di tutte le azioni suddette favorisce il raggiungimento degli obiettivi di minimizzazione dei rifiuti urbani oggetto di smaltimento o di recupero di energia, che la presente proposta mira a conseguire, miglior rifiuto è quello che non si produce”.

Creare due centri di raccolta rifiuti uno a Ginosa ed uno a Marina di Ginosa e di primo trattamento del rifiuto differenziato a gestione pubblica.2

7.2 Decoro urbano

Attivazione dell’applicazione “Decoro Urbano”, i cittadini potranno portare le proprie istanze all’attenzione dell’amministrazione segnalando i problemi del territorio via smartphone. È sufficiente lanciare l’applicazione e scattare una foto per far sì che il dispositivo vi associ automaticamente le coordinate GPS, l’indirizzo e visualizzi la segnalazione sulla mappa.

1 In attesa di una definizione delle normativa nazionale per il contrasto al consumo del suolo, l’Europa pone il traguardo di un incremento dell’occupazione netta di terreno pari a zero da raggiungere, entro il 2050. Obiettivo rafforzato recentemente dal Parlamento Europeo con l’approvazione del Settimo Programma di Azione Ambientale

2 Antonio Trevisi (M5S), Proposta di Legge Regionale: Verso un’economia circolare a rifiuti zero. Relazione Generale – Consiglio regionale pugliese – X Legislatura, 2016.

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